dieta vegana

Cosa si mangia nella dieta vegana?

La dieta vegana è un regime alimentare nel quale vengono totalmente esclusi i prodotti di origine animale. Si differenza da quella vegetariana che ammette latticini, uova e miele.

Ma cosa si mangia in una dieta vegana? Gli alimenti maggiormente consumati dai veganioltre a ortaggi e frutta di ogni genere, sono:

  • Formaggi vegetali;
  • Tofu;
  • Seitan;
  • Tempeh;
  • Alghe;
  • Soia;
  • Semi oleosi.

Nella dieta vegana è sempre necessario integrare almeno la vitamina B12 che, togliendo la componente animale, non viene più sintetizzata dall’organismo umano. 

Inoltre, sarebbe opportuno integrare il ferro, che spesso è scarso e volendo anche proteine concentrate di origine vegetale (esempio canapa, pisello, lupino), da aggiungere a minestre o centrifugati.

Dieta vegana: vantaggi e svantaggi

Gli aspetti positivi dell’alimentazione vegana sono dovuti all’alta percentuale di fibre e sostanze antiossidanti di cui sono particolarmente ricchi frutta e verdura.

Viceversa, seguire una dieta a base di soli cibi vegetali può avere anche dei risvolti negativi, “dovuti alle possibili carenze di alcune vitamine come la B12 e la D, sali minerali come il ferro, acidi grassi della serie omega 3 e proteine

Perché si diventa vegani?

Seguire un’alimentazione vegana ha delle implicazioni oltre che etiche anche nutrizionali.

Nel caso dei vegani, a differenza dei vegetariani si potrebbe parlare di una vera e propria filosofia di vita.

Questa filosofia ha quasi sempre altre implicazioni in molte abitudini quotidiane, come ad esempio l’abbigliamento. Infatti, al fine di evitare qualsiasi forma di crudeltà verso gli uomini, gli animali e l’ambiente, parecchi vegani evitano di acquistare determinati prodotti di abbigliamento.

Granuli di medicina omeopatica

Omeopatia: cos’è e a cosa serve

L’omeopatia è una delle medicine non convenzionali più conosciute che, soprattutto negli ultimi anni, sta riscuotendo molto successo. Molti pensano sia una disciplina relativamente moderna ma, in realtà, così non è poiché essa nasce tra il ‘700 e l’800 ad opera di Christian Samuel Friedrich Hahnemann.

Il termine omeopatia deriva dal greco “omoios”, che significa simile, e “phatos”, che significa malattia. È una disciplina basata, appunto, sulla “Legge dei simili”. Secondo tale principio, una malattia può essere curata somministrando al paziente una sostanza che provoca sintomi simili a quelli che produce la malattia stessa ma di specie o origine diversa ed in dosaggi bassissimi.

Ad esempio, la puntura d’ape provoca rossore, prurito e bruciore, il rimedio omeopatico (preparato tramite triturazione, dinamizzazione e diluizione di un’intera ape) agisce non solo in caso di puntura di ape ma in tutti gli altri casi in cui si manifestano sintomi simili come di orticaria, mal di gola ecc.

La medicina tradizionale, invece, si basa sulla “Legge dei contrari” secondo cui le malattie possono essere curate con l’utilizzo di sostanze che provocano effetti contrari alla malattia stessa. Ad esempio, in caso di dolore alle articolazioni il medico prescriverà un anti infiammatorio.

Se sei curioso di scoprire di più sulla medicina omeopatica continua a leggere il nostro articolo, ti daremo informazioni utili su come funziona la medicina omeopatica e a cosa serve.

Come funziona la medicina omeopatica

Come detto in precedenza, la medicina omeopatica è un metodo che focalizza la sua attenzione non tanto sulla malattia in sé, quanto sui sintomi che questa manifesta. Secondo la medicina omeopatica, infatti, la guarigione deve avvenire attraverso trattamenti che tengano conto dei sintomi e della singolarità della persona poiché ogni individuo si ammala e guarisce in modo differente. Infatti, una delle principali caratteristiche della medicina omeopatica, che la differenzia da quella tradizionale, è l’impiego di medicinali individualizzati, ossia adatti ad ogni singolo caso e persona.

I medicinali omeopatici vengono ottenuti attraverso processi di diluizione e dinamizzazione e possono avere origine vegetale, animale o chimica. Solitamente, i medicinali si presentano sotto forma di granuli di lattosio che vanno sciolti a livello sublinguale. Meno di frequente, invece, è possibile trovare medicinali omeopatici in forma liquida.

Focus sui medicinali omeopatici

I medicinali omeopatici vengono formati seguendo un processo di diluizione dei componenti e dinamizzazione. La diluizione, che aiuta a potenziare l’efficacia del principio attivo, può essere media o bassa per il trattamento di patologie acute e subacute; alta o altissima in caso di trattamento di malattie croniche.

La dinamizzazione, invece, serve ad aumentare l’azione terapeutica del farmaco. Il processo di dinamizzazione, in parole semplici, consiste nell’agitazione della sostanza dopo ogni diluizione.

Esistono, essenzialmente, due tipi di medicinali omeopatici:

  • Medicinali omeopatici unitari, in cui si trova un’unica sostanza diluita e dinamizzata;
  • Medicinali omeopatici complessi, in cui vi sono più sostanze aventi, però, azione sinergica nei confronti della patologia.

Le cure omeopatiche funzionano?

Sebbene vi siano numerosi studi scientifici condotti e varie pubblicazioni, ad oggi non ci sono prove scientifiche che attestino la validità delle teorie omeopatiche. Di contro, vi sono numerose testimonianze di pazienti che attestano i successi terapeutici che potrebbero essere spiegate, però, con il normale decorso della malattia o con il così detto effetto placebo (reazione di un paziente che prova un miglioramento nella propria salute a seguito di un trattamento farmacologico, anche quando il miglioramento non è dovuto al farmaco stesso).

Seppur non vi siano evidenze scientifiche, le cure omeopatiche, però, sono riconosciute e definite dalla legge. L’omeopatia, infatti, è riconosciuta come “medicina non convenzionale” dalle Risoluzioni n° 75/1997 del Parlamento Europeo e n° 1206/1999 del Consiglio d’Europa. È bene ricordare, però, che i medicinali omeopatici, allo stesso modo di quelli tradizionali, non vanno assunti in maniera impropria e totalmente arbitraria poiché qualsiasi sostanza può causare disturbi se assunta con metodi o dosi sbagliate. Il nostro consiglio è quello di rivolgersi al proprio medico prima di iniziare qualsiasi terapia o trattamento.

virus infettivologia

Cos’è l’infettivologia e le possibili cause delle malattie infettive

La scienza che si occupa della diagnosi e della cura delle malattie infettive è l’infettivologia mentre il medico specializzato che ne occupa è l’infettivologo.
Lo studio delle malattie infettive è relativamente giovane in quanto risale a non più di 10000 anni fa. Sicuramente la ricerca e l’esperienza nel campo hanno ampliato la conoscenza di queste patologie ed hanno portato alla ricerca di farmaci per attenuare la malattia. Al fine di classificarle correttamente bisogna capire il tipo di microrganismo che le provoca, la via principale di trasmissione e gli organi interessati.
Quando si parla di malattie infettive, la scienza che si occupa della diagnosi e cura è l’infettivologia. In particolare, l’infettivologo è il medico specializzato nel trattamento di queste patologie.
Se sei interessato a conoscere le principali malattie infettive continua a leggere il nostro articolo, all’interno di esso troverai una lista delle malattie infettive più diffuse e le possibili cause.

Cos’è l’infettivologia

L’infettivologia è una scienza che studia e cura le malattie causate da agenti infettivi come: virus, batteri, funghi o quando vi sono due o più patologie insieme.
Una malattia si definisce infettiva quando è causata da microrganismi che entrando in contatto con un individuo, si riproducono generando un’alterazione del sistema immunitario. In sostanza, quando l’agente patogeno entra in contatto con il corpo, il nostro sistema immunitario tende a difendersi e manifesta una serie di sintomi. I sintomi più comuni sono: febbre alta, diarrea e infiammazione.

Cosa causano le malattie infettive

Sono diversi i microrganismi che causano le malattie infettive:

  • Virus: sono costituiti da materiale genetico sotto forma di DNA. Possono infettare tutte le forme di vita: animali, piante ed esseri umani.
  • Batteri: sono dei microrganismi unicellulari disponibili in diverse forme. La maggior parte dei batteri non è dannosa e soltanto una piccola percentuale di questi può portare a malattie infettive;
  • Parassiti: si possono trovare in diverse zone del corpo, per esempio negli occhi e sangue. Questi microrganismi possono infettare l’uomo attraverso punture di insetti o per ingestione di cibo o acqua contaminata;
  • Funghi: sono organismi capaci di causare infezioni nell’essere umano o in altri organismi. In genere sono infezioni presenti nella cute, bocca o vagina.

Patologie più comuni dell’infettivologia

Tra le malattie infettive più comuni troviamo:

  • Aids: malattia causata dal virus HIV che rende la persona più predisposta alla formazione di tumori;
  • Candida vaginale: infezione causata da un fungo presente nel nostro organismo;
  • Colera: malattia dell’intestino causata da batteri appartenenti al Vibrio cholerae. La trasmissione può avvenire per contatto orale o con alimenti;
  • Difterite: malattia infettiva acuta che in casi più gravi può portare ad infezioni al rene e al cuore;
  • Febbre gialla: malattia che si trasmette attraverso la puntura di zanzare e colpisce principalmente gli esseri umani;
  • Gastroenterite: infezione che colpisce stomaco e intestino che provoca diversi sintomi come: vomito, diarrea e disidratazione;
  • Influenza: si tratta di una vera patologia infettiva che se non curata correttamente può portare alla morte;
  • Malaria: malattia infettiva mortale causata da parassiti, che viene trasmessa alle persone attraverso la puntura di zanzara;
  • Morbillo: provoca irritazioni cutanee e difficilmente può portare a complicanze;
  • Polmonite: malattia che colpisce i polmoni e se molto grave può portare alla morte;
  • Rosolia: malattia molto contagiosa che può presentarsi soltanto una volta nella vita;
  • Scabbia: patologia della pelle che colpisce gli esseri umani;
  • Tetano: malattia infettiva causata da un batterio che si contrae attraverso la contaminazione di tagli e ferite;
  • Varicella: malattia meno grave ma rischiosa in gravidanza.
fungo del piede

Micosi: cosa sono e come si curano questi funghi della pelle

La micosi o fungo della pelle è una patologia molto diffusa che può colpire indistintamente sia adulti che bambini.

La micosi è un’infezione fungina che interessa pelle, peli, unghie e mucose.

Ma come si contrae la micosi? Queste infezioni micotiche si contraggono soprattutto frequentando piscine e andando al mare, molto meno in collina o in montagna.

Infatti, l’alta temperatura dell’ambiente, l’umidità e la concentrazione di molte persone in spazi ristretti sono fattori che favoriscono la sopravvivenza e la proliferazione dei funghi.

Nella maggior parte dei casi si viene infettati nuotando nelle piscine o camminando a piedi nudi sulla sabbia, soprattutto in riva al mare. Inoltre, è possibile contrarre la micosi anche utilizzando teli, asciugamani e lettini, che sono stati utilizzati anche da altri.

Quante tipologie di micosi esistono?

Le infezioni micotiche non sono tutte uguali. Esistono quattro tipologie di micosi:

  • Superficiali: colpiscono la pelle, i capelli o le unghie. Quando l’infezione arriva, in particolare, a unghie di mani o piedi è detta anche onicomicosi;
  • Sottocutanee: sono più invasive delle precedenti, ma si limitano al derma e alle strutture immediatamente sotto la pelle;
  • Sistemiche: riguardano gli organi interni come, ad esempio, i polmoni;
  • Opportunistiche: attaccano soltanto le persone affette da deficit immunitario, cioè coloro che non dispongono di difese immunitarie sufficienti a combattere l’agente patogeno.

Micosi: quali farmaci utilizzare?

Arrivati a questo punto dell’articolo vi starete chiedendo come curare la micosi e quali farmaci assumere.

Trattandosi di un fungo, cioè di un patogeno vivo e replicante, l’unica soluzione rapida ed efficace è recarsi in farmacia e acquistare un antifungino (antimicotico), in forma di crema da applicare.

Se l’onicomicosi è diagnosticata e aggredita poco dopo la sua insorgenza con apposite creme antifungine, nella maggior parte dei casi è sufficiente un trattamento di 7-10 giorni.

cura dei capelli

Cura dei capelli: ecco alcuni suggerimenti

I capelli rivestono molta importanza nell’aspetto complessivo di una persona e rispecchiano, in alcuni casi, anche il suo stato di salute.

Avere cura della salute dei capelli significa agire principalmente su due fronti: quello “esterno”, utilizzando prodotti studiati appositamente per rispettare e nutrire il capello; e quello “interno”.

Fattori che possono danneggiare i capelli

I fattori che contribuiscono a indebolire la nostra chioma sono davvero moltissimi. Questi fattori possono classificarsi in:

  • Fattori interni: variazioni ormonali, stress e alcuni farmaci; 
  • Fattori esterni di tipo ambientale: sole, cloro o salsedine;
  • Esterni di tipo chimico: colorazioni, decolorazioni, stirature o permanenti;
  • Esterni di tipo meccanico: phon, spazzola o piastra.

Utilizzare uno stile di vita corretto aiuta i capelli

Assumere uno stile di vita sano è molto importante per avere dei capelli in piena forma.

Bisogna seguire alcune semplici regole per migliorare la nostra salute e, di conseguenza, anche quella dei nostri capelli, che risentono tantissimo di ogni forma di stress psico-fisico.

  • Per avere dei capelli forti e brillanti devi prenderti cura di te dall’interno…basta quindi con lo stress! Lo stress favorisce l’eccesso di sebo, la formazione della forfora e la caduta dei capelli. Per diminuire le tensioni, puoi fare una cura al magnesio, ottimo antistress, o praticare discipline come lo Yoga;
  • Fai ginnastica: L’attività fisica aiuta l’organismo a eliminare le tossine sotto forma di sudore e sebo. Dopo aver fatto sport, lavati bene i capelli per eliminare le tracce di sudore;
  • Per rinforzare i capelli bisogna seguire un’alimentazione equilibrata: Il cibo che assumiamo offre ai capelli i nutrienti di cui ha bisogno per rafforzarsi dall’interno, nutrendosi attraverso i follicoli. Con un’alimentazione sana, eviteremo prima di tutto la loro caduta e li renderemo, di conseguenza, più morbidi e resistenti.
Immagine dei polmoni

Malattie respiratorie croniche: cosa sono e a chi rivolgersi

L’apparato respiratorio è l’insieme di organi e tessuti che si occupano dell’introduzione all’interno dell’organismo dell’ossigeno contenuto nell’aria e, contemporaneamente, provvedono all’espulsione dell’anidride carbonica ritenuta uno scarto nocivo. Questo processo prende il nome di respirazione.

La respirazione è indispensabile, dunque, per rimuovere dal corpo gli scarti tossici, regolare la temperatura e stabilizzare il sangue. Può succedere, però, che vi siano dei problemi nel normale processo di respirazione causati da malattie dell’apparato respiratorio che possono coinvolgere uno o più organi.

Se sei interessato a conoscere le principali malattie respiratorie continua a leggere il nostro articolo; all’interno di esso troverai una lista delle malattie respiratorie più diffuse e conosciute, le possibili cause ed i possibili rimedi per prevenirle.

Quali sono le malattie dell’apparato respiratorio?

Prima di inoltrarci nel nostro articolo forniremo una lista delle malattie respiratorie più diffuse e conosciute, tra queste:

  • Asma: colpisce circa 300 milioni di persone nel mondo e può presentarsi a qualsiasi età;
  • Bronchiectasia: è una malattia che colpisce prevalentemente le donne ed è caratterizzata dalla dilatazione delle vie aeree provocata da tappi di muco;
  • Broncopneumopatia cronica ostruttiva: è una malattia cronica che provoca la parziale ostruzione delle vie aeree ed è causata prevalentemente dal fumo di sigaretta;
  • Enfisema: è una malattia che provoca la progressiva distruzione degli alveoli polmonari ed è anch’essa causata prevalentemente dal fumo di sigaretta;
  • Fibrosi polmonare: è una malattia che colpisce prevalentemente gli uomini di età adulta; si manifesta con dispnea che tende ad aggravarsi nel tempo fino ad arrivare ad una insufficienza respiratoria;
  • Insufficienza respiratoria: è caratterizzata dalla difficoltà di garantire un adeguato livello di ossigeno/anidride carbonica nel sangue;
  • Sindrome da apnee ostruttive del sonno: è una patologia caratterizzata da pause nella respirazione durante il sonno causate dalla totale o parziale ostruzione delle vie aeree.

Cause e sintomi delle malattie respiratorie

L’insorgere di una malattia respiratoria può dipendere da vari fattori, tra cui:

  • Virus
  • Fumo di sigarette
  • Inquinamento dell’aria
  • Bassa resistenza del sistema immunitario
  • Esposizione a sostanze irritanti

Ovviamente, anche i sintomi variano da persona a persona in base alla patologia di cui si soffre ma quelli maggiormente diffusi sono: tosse, sensazione di pressione al torace, affaticamento, difficoltà a respirare e riniti.

Per diagnosticare questo tipo di malattia, il medico specialista in pneumologia effettua un esame obiettivo approfondito che parte dall’intervista al paziente per esplorare sintomi e disturbi (anamnesi), prosegue con un esame per valutare le caratteristiche della malattia prescrivendo le analisi del sangue e/o radiografie toraciche, espettorato e test di funzionalità polmonare.

È possibile prevenire le malattie respiratorie?

Purtroppo non è attualmente possibile prevenire del tutto le malattie respiratorie ma si può, con piccoli accorgimenti, prevenire alcuni dei problemi ad esse associati e proteggere, così, il benessere dei polmoni. Bisogna, dunque:

  • Evitare di fumare sigarette poiché il tabacco, ed altre componenti, aumentano il rischio di sviluppare malattie respiratorie;
  • Vaccinarsi poiché molte malattie respiratorie si presentano come conseguenza di un virus;
  • Indossare mascherina chirurgica nel caso in cui si svolgano lavori che espongono a gas tossici, vapori o polveri.
fiocco dei malati oncologici

Cos’è l’oncologia e come funziona

Sebbene negli ultimi anni non si fa altro che parlare di cancro, tanti studiosi impegnati nella ricerca hanno dimostrato che questa malattia sia presente già dai tempi degli antichi Egizi. Sicuramente, questa malattia da sempre spaventa chi n’è effetto e non, ma grazie ai progressi della ricerca, sembra che faccia meno paura.
Quando si parla di oncologia si intende quella branca della medicina che si occupa della diagnosi e della cura dei tumori. In particolare, l’oncologo è il medico specializzato nel trattamento del tumore che può specializzarsi anche nella radioterapia, nella chirurgia oppure può essere un esperto di terapie del cancro. In questo articolo andremo ad analizzare nel dettaglio cos’è l’oncologia e in quali branche si divide.

Cos’ è l’oncologia

L’oncologia è una branca della medicina che si occupa di tutto ciò che è legato alle malattie tumorali. Oltre alla diagnosi e al trattamento dei tumori, l’oncologia consiste in quelle pratiche volte a prevenire il cancro ed i tumori maligni.
Generalmente, l’oncologia si divide in tre branche:

  • L’oncologia medica: che si interessa della cura di qualsiasi tipo di tumore;
  • L’oncologia chirurgica: che si occupa della rimozione chirurgica dei tumori;
  • L’oncologia radioterapica: che riguarda la gestione dei pazienti che devono ricevere delle radiazioni ionizzanti.

Invece, a seconda della specializzazione dei medici oncologici possiamo distinguere:

  • Oncologia pediatrica: è una specializzazione medica che tratta solamente dei tumori infantili e in età adolescenziale;
  • Oncoematologia: è quel ramo della medicina che si occupa dei tumori del sangue e degli organi dell’apparato linfatico;
  • Oncologia dermatologica: è finalizzata alla cura e alla prevenzione dei tumori della pelle;
  • Oncologia ginecologica: si occupa del trattamento e della prevenzione dei tumori della sfera genitale femminile;
  • Oncologia gastrointestinale: tratta i pazienti malati di tumori dell’apparato digerente e epatobiliari;
  • Oncologia senologica: è finalizzata allo studio e alla prevenzione di malattie che riguardano la mammella.

Tumori: cosa sono e quali sono quelli più frequenti

I tumori, anche definiti neoplasie indicano delle patologie in cui, in una specifica zona del corpo, sono presenti delle cellule anomale che crescono in maniera incontrollata. L’origine del cancro può essere dovuta, essenzialmente, da cambiamenti epigenetici ovvero dalle mutazioni del DNA.
Ad oggi, possiamo distinguere due tipologie di tumori, quelli maligni e benigni. Questi ultimi sono una massa di cellule non invasive nei tessuti circostanti; al contrario, quelli maligni possono diffondersi e toccare gli altri organi dell’organismo.
Le tipologie di tumore sono davvero tante e stilare una lista è davvero difficile. In Italia, al momento i tumori più comuni sono:

  • Tumore al seno
  • Tumore ai polmoni
  • Tumore al colon
  • Tumore alla prostata
  • Tumore al fegato
  • Tumore al pancreas
  • Tumore al rene
  • Tumore allo stomaco
  • Tumore alle ovaie
pelle sana e perfetta

I segreti per mantenere una pelle sana e perfetta

Non è semplice avere una pelle perfetta e liscia tutti i giorni, in quanto questo può dipendere da diversi fattori. Il segreto risiede principalmente nello stile di vita che conduciamo e nelle abitudini alimentari. Ovviamente incide anche la tipologia di pelle che ognuno di noi abbiamo. Quindi, conoscere le caratteristiche della pelle è fondamentale per poi decidere quali cibi sono da evitare e quali da prediligere.

Inoltre, per avere una pelle liscia e sana bisogna adottare alcuni accorgimenti nella vita di tutti i giorni. Ad esempio, struccarsi di notte e proteggere la pelle dal sole. Scopri nella nostra guida come fare per mantenere una pelle sana e perfetta.

Cibi consigliati per una pelle sana

Una pelle perfetta si conquista ogni giorno facendo attenzione all’alimentazione.

Tra i cibi nemici della pelle e quindi da evitare sono:

  • Carne rossa e insaccati, consumati in quantità eccessive o troppo spesso
  • Cibo spazzatura;
  • Zuccheri;
  • Le farine raffinate;
  • Bevande alcoliche.

Questi alimenti sono considerati responsabili di una cattiva irrorazione sanguigna della pelle e di favorirne l’infiammazione.

Tra i cibi consigliati per avere una pelle perfetta sono:

  • Tutti gli alimenti ricchi di carotenoidi come verdura e frutta di colore rossa, verde e arancione. Per esempio, le carote, la zucca, l’avocado, le patate dolci, gli spinaci, il melone etc.
  • I cibi che contengono vitamina C cioè agrumi, mirtilli, more e lampioni;
  • Le noci;
  • I cereali integrali;
  • I legumi come i fagioli e i piselli che contengono lo zinco, un minerale essenziale per mantenere l’acuta in buona salute;
  • Tutti i tipi di cavolo che contengono lo zolfo, un minerale per aiutare la disintossicazione dell’intero organismo e quindi anche della pelle.

Infine, per avere una pelle perfetta, è importante bere ogni giorno dai 6 a 8 bicchieri di acqua o altri liquidi come succhi di frutta ed è importante che quest’ultimi non devono contenere zuccheri aggiunti.

I 7 errori da evitare per avere la pelle perfetta

Ci sono sette errori da evitare per mantenere sempre la nostra pelle del viso luminosa, fresca, sana e compatta:

  1. Il primo errore che si commette è quello di andare a letto senza essersi struccate. La nostra pelle, di notte respira e la temperatura del corpo e del viso tende a salire e in questo modo viene facilitato l’assorbimento del trucco. Invece se strucchiamo la nostra pelle e applichiamo una crema notte, la nostra pelle tende ad assorbire la crema e la pelle rimane sana e fresca.
  2. Esfoliare troppo la pelle e spesso potrebbe rappresentare un pericolo. Lo scrub bisogna farlo una volta alla settimana se si ha una pelle secca o normale mentre due volte a settimana se si ha una pelle grassa.
  3. Il terzo errore è quello di non proteggere la pelle dal sole. Quando la pelle si espone al sole, bisogna sempre applicare una crema sul viso e in questo modo la pelle tende a rimanere più giovane.
  4. Il quarto errore è quello di utilizzare prodotti con ingredienti chimici. Questo errore non fa respirare la pelle e peggiora lo stato della pelle.
  5. Anche scegliere cosmetici sbagliati per la propria pelle, potrebbe essere controproducente per una pelle sana. Il giusto punto di partenza è sapere il proprio tipo di pelle; ovvero se si ha una pelle grassa è giusto scegliere dei prodotti in gel, con un effetto matto; mentre se si ha la pelle secca, bisogna scegliere prodotti più nutrienti.
  6. Il sesto errore è quello di non lavare i pennelli per il trucco. Questo è un passaggio importante perché utilizzare sempre gli stessi pennelli con residui di trucco, vanno a trasmettere germi e batteri alla nostra pelle e quest’errore porta ad aumentare le imperfezioni della pelle. È consigliato pulire almeno una volta alla settimana tutti i pennelli che si utilizzano per il trucco.
  7. Infine, un altro errore è quello di bere poco. La pelle viene idratata prima dall’interno e poi dall’esterno. È importante bere molta acqua e mangiare frutta e verdura.
pillole su di un tavolo

Farmaci con obbligo di ricetta: guida completa

Quando parliamo di ricetta medica ci riferiamo ad un documento scritto, redatto da un medico che consente al paziente di ottenere dal farmacista la consegna dei medicinali.
Esistono diversi modi per somministrare un farmaco: quelli con obbligo di ricetta medica ed i farmaci in cui non è necessaria una ricetta. Le ricette mediche possono essere distinte in diverse tipologie:

  • Ricetta del ricettario regionale: permette l’erogazione di farmaci e prestazioni a carico del servizio sanitario;
  • Ricetta “bianca” del ricettario personale del medico: permette l’erogazione delle prestazioni e dei farmaci;
  • Ricetta ministeriale a ricalco: serve per la prescrizione di sostanze psicotrope e stupefacenti, compilata in triplice copia, così da lasciare una copia al medico, una al paziente e una al farmacista;
  • Ricetta limitativa: può essere compilata solo da medici di una determinata branca specialistica oppure da medici operanti in centri ospedalieri.

In questo articolo vi presenteremo quali sono i farmaci con obbligo di ricetta medica e perché sono definiti così.

Farmaci con obbligo di ricetta: cosa sono

I farmaci con obbligo di ricetta sono quei farmaci che non possono essere venduti nelle farmacie se non sono prescritti da un medico. Questi farmaci se assunti senza un consulto medico possono presentare un pericolo per la nostra salute. Inoltre per capire se un farmaco ha o meno l’obbligo di ricetta basta guardare sulla scatola, la quale contiene l’indicazione “vendesi dietro prescrizione medica”.

Qualora vi sia urgenza di avere determinati farmaci e non si dispone della ricetta medica può rivolgersi al servizio di continuità assistenziale (Guardia medica). Ci sono casi in cui il farmacista può consegnare il farmaco anche in assenza di ricetta medica:

  • Il paziente deve esibire un documento rilasciato dall’autorità sanitaria attestante la patologia per la quale è indicato il farmaco. Inoltre tale documento deve essere in originale e firmato dal medico curante attestante la patologia cronica da cui il paziente è affetto;
  • La ricetta esibita deve avere validità ovvero non deve essere somministrata da oltre trenta giorni;
  • Conoscenza diretta da parte del farmacista dello stato di salute del paziente e del trattamento in corso.

I farmaci senza ricetta

I farmaci senza ricetta o comunemente chiamati farmaci da banco, sono i farmaci che è possibile acquistare senza bisogno di ricetta medica per curare disturbi lievi. Prima dell’acquisto di un farmaco senza la ricetta medica, è consigliato sempre chiedere al medico curante o al farmacista. Bisogna far presente eventuali allergie o intolleranze e leggere con attenzione il foglio illustrativo.
Inoltre, i medicinali senza obbligo di ricetta si dividono in due categorie:

  1. SOP (Senza obbligo di prescrizione) e in etichetta devono riportare la dicitura di “medicinale non soggetto a prescrizione medica”;
  2. OTC (dall’inglese “sopra il banco”), sono medicinali da banco o di automedicazione e possono essere oggetto di pubblicità presso il pubblico. Questi medicinali devono riportare in etichetta la dicitura “medicinale di automedicazione”.

Tipologie di medicinali soggetti a prescrizione medica

Sono diversi i medicinali con obbligo di prescrizione:

  • RR: sono medicinali che hanno bisogno di un controllo medico quindi necessitano di ricetta;
  • RNR: si tratta di medicinali da rinnovare di volta in volta in quanto possono causare dei problemi se utilizzati più volte.
  • RMS: sono medicinali spedibili solo su presentazione di ricetta medica speciale su modello ministeriale(stupefacenti);
  • RRL e RNRL: medicinali vendibili al pubblico su prescrizione di centri ospedalieri o di specialisti;
  • OSP: si tratta di medicinali a prescrizione medica limitativa;
  • USPL: medicinali soggetti a prescrizione medica limitativa, utilizzabili esclusivamente dallo specialista in ambulatorio.
ematologia

Cos’è l’ematologia

L’ematologia è una branca della medicina interna che ha ad oggetto lo studio del sangue, sia sotto il profilo della sua composizione fisiologica che sotto il profilo della diagnosi e della cura di tutte le malattie che possono colpire l’apparato circolatorio.

La parola ematologia deriva dal greco “αίμα” (aima) che significa appunto “sangue” e da “logos” che vuol dire discorso, quindi letteralmente “discorso sul sangue”.

Tra le principali patologie di cui si occupa l’ematologo ricordiamo i vari tipi di anemia e le disfunzioni che interessano il midollo osseo.

Se sei interessato a capire di più sull’ematologia continua a leggere il nostro post perché tra poco ti spiegheremo di cosa si occupa nello specifico l’ematologo.

Di cosa si occupa l’ematologo?

Il sangue è costituito da due parti: una corpuscolata costituita dalle cellule del sangue che sono i globuli rossi, i globuli bianchi e le piastrine e l’altra “liquida”, detta plasma, dove vengono trasportate e disciolte le sostanze nutritive ai vari distretti dell’organismo.

 Le cellule del sangue, però, nascono e sono prodotte da un sistema ben più complesso di organi che è definito “sistema emato-linfo-poietico”.

L’ematologo è un medico specialista che si occupa delle malattie del sangue e degli organi ematopoietici. Il sistema emolinfopoietico comprende un insieme di tessuti come i linfonodi, milza, fegato e midollo osseo.

I disturbi che riguardano questi organi spesso, ma non sempre, hanno ripercussioni sul sangue e, quindi, vengono scoperti effettuando dei prelievi in laboratorio.

In tempi passati, proprio per questo motivo, l’ematologo è stato definito come il medico che cura le malattie del sangue, ma in realtà non si occupa solo questo.

Una visita ematologica è assolutamente indolore e dura circa 30 minuti durante i quali l’ematologo raccoglie la storia clinica del paziente, visualizza, se presenti, tutti gli esami del sangue o gli esami radiologici (RX, TAC, Ecografie ecc.) effettuati e, infine, visita il paziente.

La visita vera e propria consiste nella auscultazione del torace, nella palpazione dei linfonodi superficiali cioè quelli presenti nel collo, ascelle ed inguine e passa, infine, alla palpazione dell’addome.