prodotti di erboristeria su un tavolo

Erboristeria: cos’ è e cosa vende l’erborista

L’erboristeria è la scienza che si occupa delle piante officinali, medicinali, piante aromatiche, piante aliturgiche e cosmetiche, della loro coltivazione, riconoscimento, raccolta, produzione conservazione, elaborazione e commercio a scopi terapeutici (fitoterapia), cosmetici o nutritivi (integratori e nutraceutici). Con il medesimo termine si fa riferimento anche ai negozi in cui si vendono prodotti a base di erbe che non hanno un uso medicinale-terapeutico.

Le origini dell’erboristeria

Le origini dell’erboristeria sono molto antiche. I primi resti di piante medicinali furono trovati oltre 60.000 anni fa in un sarcofago in Iraq. Le scienze erboristiche possono essere distinte in tre differenti tradizioni:

  • La tradizione popolare del mondo occidentale;
  • L’antichissima tradizione ayurvedica indiana;
  • La medicina tradizionale cinese.

Queste tecniche erboristiche si sono tramandate nel tempo e di generazioni in generazioni. In antichità era compito delle donne andare alla ricerca di radici, bacche, piante fresche ed essiccate. Da queste erbe venivano poi estratte sostanze con procedimenti di infusione in vino o grappa. Queste usanze sono tutt’oggi utilizzate soprattutto dalle vecchie generazioni per creare preparati ad uso curativo e preventivo pur non avvalendosi di alcun criterio o studio scientifico. Nel corso del tempo anche l’erboristeria si è modernizzata passando dalla raccolta di erbe selvatiche a vere e proprie coltivazioni agricole specializzate in erbe e medicinali. Negli anni 80 in Inghilterra sono nati i primi negozi dedicati alla vendita di queste erbe curative per poi diffondersi in tutto il mondo.

Discipline erboristiche

Proprio grazie alla sua storia lunga e antica l’erboristeria si divide in più discipline:

  • Fitioterapia consiste nell’uso di piante, fiori, estratti di piante per la cura di malattie o per il mantenimento del benessere psicofisico. Questi prodotti devono essere prescritti da un medico fitoterapeuta;
  • Fiori di Bach o floriterapia si tratta di rimedi naturali basati su sostanze energetiche estratte da fiori selvatici che vengono raccolti nelle prime ore del mattino, lasciati in immersioni in acqua di fonte e poi fatti bollire;
  • Gemmoterapia è una pratica terapeutica alternativa basata sull’utilizzo di estratti ricavati a partire dai tessuti embrionali delle piante. Molti sostenitori di questa terapia ritengono che tali sostanze abbiano enormi benefici sull’organismo;
  • Aromaterapia è considerato un ramo della fitioterapia che usa gli oli essenziali ( sostanze odoranti delle piante). Gli oli essenziali hanno effetti battericidi, balsamici, antispasmodici e lenitivi, aiutano a purificare le vie respiratorie e rafforzano il sistema immunitario;
  • Omeopatia è una medicina naturale che utilizza sostanze provenienti dai tre regni della natura: animale, vegetale e minerale. Alcuni prodotti sono venduti in farmacia e quindi esclusi dall’uso erboristico.

Cosa si vende in erboristeria?

Nelle erboristerie è possibile trovare qualsiasi prodotto a base di erbe e piante, ma anche le piante stesse. Il fattore fondamentale è che non siano ad uso medicinale poiché in quel caso possono essere vendute solo dalle farmacie per cui i passaggi di coltivazione, preparazione e confezionamento devono essere supervisionate da un erborista laureato.

In erboristeria possiamo trovare:

  • Fermenti lattici: servono a rafforzare la flora batterica. A differenza di quelli che troviamo in farmacia sono vegetali e quindi senza lattosio e OGM;
  • Spray e pasticche per la gola a base di propoli ed estratti vegetali per favorire un’azione antiossidante, emolliente e lenitiva;
  • Integratori naso e gola a base di bava di lumaca allevata con un metodo cruelty free che serve a contrastare i malesseri invernali. Contiene vitamina C e timo che aiutano a rafforzare le difese immunitarie;
  • Pastiglie balsamiche agli agrumi, composte da acacia, estratti vegetali di malva e altea associata ad oli essenziali di limoni e mandarino;
  • Lassativi con effetto drastico o delicato, adatti per chi soffre di colon irritabile in quanto, essendo composti da elementi naturali possono essere assunti anche per periodi lunghi.

Chi è l’erborista

Associamo l’erborista a colui che ci vende prodotti a base di erbe e che lavora in un’erboristeria ma non sempre è così. Negli ultimi anni i prodotti erboristici stanno spopolando e proprio per questo dobbiamo stare attenti e affidarci a persone davvero competenti. L’erborista è colui che si occupa della raccolta, della lavorazione e del riconoscimento delle erbe officinali e si occupa di trasformarli in prodotti erboristici, cosmetici, alimentari vendibili, appunto, nelle erboristerie. Per esercitare tale professione è necessaria una laurea triennale in Tecniche Erboristiche o lauree affini. L’erborista inoltre deve avere competenze tecnico-scientifiche e tecnico-pratiche che vanno oltre alla semplice composizione delle piante. L’erborista deve essere un operatore preparato e saper consigliare prodotti finalizzati al benessere psicofisico del cliente. I suoi consigli, però, non devono essere visti come la soluzione ad una malattia. Se si ha un problema di salute è sempre consigliato rivolgersi al proprio medico di fiducia.

Granuli di medicina omeopatica

Omeopatia: cos’è e a cosa serve

L’omeopatia è una delle medicine non convenzionali più conosciute che, soprattutto negli ultimi anni, sta riscuotendo molto successo. Molti pensano sia una disciplina relativamente moderna ma, in realtà, così non è poiché essa nasce tra il ‘700 e l’800 ad opera di Christian Samuel Friedrich Hahnemann.

Il termine omeopatia deriva dal greco “omoios”, che significa simile, e “phatos”, che significa malattia. È una disciplina basata, appunto, sulla “Legge dei simili”. Secondo tale principio, una malattia può essere curata somministrando al paziente una sostanza che provoca sintomi simili a quelli che produce la malattia stessa ma di specie o origine diversa ed in dosaggi bassissimi.

Ad esempio, la puntura d’ape provoca rossore, prurito e bruciore, il rimedio omeopatico (preparato tramite triturazione, dinamizzazione e diluizione di un’intera ape) agisce non solo in caso di puntura di ape ma in tutti gli altri casi in cui si manifestano sintomi simili come di orticaria, mal di gola ecc.

La medicina tradizionale, invece, si basa sulla “Legge dei contrari” secondo cui le malattie possono essere curate con l’utilizzo di sostanze che provocano effetti contrari alla malattia stessa. Ad esempio, in caso di dolore alle articolazioni il medico prescriverà un anti infiammatorio.

Se sei curioso di scoprire di più sulla medicina omeopatica continua a leggere il nostro articolo, ti daremo informazioni utili su come funziona la medicina omeopatica e a cosa serve.

Come funziona la medicina omeopatica

Come detto in precedenza, la medicina omeopatica è un metodo che focalizza la sua attenzione non tanto sulla malattia in sé, quanto sui sintomi che questa manifesta. Secondo la medicina omeopatica, infatti, la guarigione deve avvenire attraverso trattamenti che tengano conto dei sintomi e della singolarità della persona poiché ogni individuo si ammala e guarisce in modo differente. Infatti, una delle principali caratteristiche della medicina omeopatica, che la differenzia da quella tradizionale, è l’impiego di medicinali individualizzati, ossia adatti ad ogni singolo caso e persona.

I medicinali omeopatici vengono ottenuti attraverso processi di diluizione e dinamizzazione e possono avere origine vegetale, animale o chimica. Solitamente, i medicinali si presentano sotto forma di granuli di lattosio che vanno sciolti a livello sublinguale. Meno di frequente, invece, è possibile trovare medicinali omeopatici in forma liquida.

Focus sui medicinali omeopatici

I medicinali omeopatici vengono formati seguendo un processo di diluizione dei componenti e dinamizzazione. La diluizione, che aiuta a potenziare l’efficacia del principio attivo, può essere media o bassa per il trattamento di patologie acute e subacute; alta o altissima in caso di trattamento di malattie croniche.

La dinamizzazione, invece, serve ad aumentare l’azione terapeutica del farmaco. Il processo di dinamizzazione, in parole semplici, consiste nell’agitazione della sostanza dopo ogni diluizione.

Esistono, essenzialmente, due tipi di medicinali omeopatici:

  • Medicinali omeopatici unitari, in cui si trova un’unica sostanza diluita e dinamizzata;
  • Medicinali omeopatici complessi, in cui vi sono più sostanze aventi, però, azione sinergica nei confronti della patologia.

Le cure omeopatiche funzionano?

Sebbene vi siano numerosi studi scientifici condotti e varie pubblicazioni, ad oggi non ci sono prove scientifiche che attestino la validità delle teorie omeopatiche. Di contro, vi sono numerose testimonianze di pazienti che attestano i successi terapeutici che potrebbero essere spiegate, però, con il normale decorso della malattia o con il così detto effetto placebo (reazione di un paziente che prova un miglioramento nella propria salute a seguito di un trattamento farmacologico, anche quando il miglioramento non è dovuto al farmaco stesso).

Seppur non vi siano evidenze scientifiche, le cure omeopatiche, però, sono riconosciute e definite dalla legge. L’omeopatia, infatti, è riconosciuta come “medicina non convenzionale” dalle Risoluzioni n° 75/1997 del Parlamento Europeo e n° 1206/1999 del Consiglio d’Europa. È bene ricordare, però, che i medicinali omeopatici, allo stesso modo di quelli tradizionali, non vanno assunti in maniera impropria e totalmente arbitraria poiché qualsiasi sostanza può causare disturbi se assunta con metodi o dosi sbagliate. Il nostro consiglio è quello di rivolgersi al proprio medico prima di iniziare qualsiasi terapia o trattamento.