polmone in primo piano

Le malattie dell’apparato respiratorio: come curarle

Le malattie respiratorie sono tra le cause più frequenti di morte di un individuo. L’apparato respiratorio svolge un ruolo importantissimo nel fornire ossigeno al corpo, regolare la temperatura corporea e stabilizzare il sangue.

Viste le fondamentali azioni svolte, è molto importante capire, in caso di problemi, qual è la malattia alle vie respiratorie manifestata in base ai sintomi e, successivamente, capire come curarla. Ovviamente questo è un compito che spetta ai medici. In questo articolo ti informeremo circa le cause più frequenti delle malattie respiratorie e quali sono i sintomi più comuni. Ricordate che in caso di dubbio è sempre opportuno rivolgersi al proprio medico di fiducia.

Quali sono le malattie respiratorie

Ecco una breve lista delle malattie respiratorie:

  • Asma: è una malattia respiratoria che colpisce circa 300 milioni di persone nel mondo. Essa può insorgere a qualsiasi età e può essere causata da una reazione allergica;
  • Bronchiectasie: si tratta di dilatazioni delle vie aeree, colpisce più frequentemente le donne rispetto agli uomini;
  • Broncopneumopatia cronica ostruttiva: si tratta di una malattia causata, la maggior parte delle volte, dal fumo di sigaretta che può provocare ostruzioni parziali delle vie aeree;
  • Enfisema: è un’altra malattia respiratoria causata dal fumo di sigaretta che comporta la distruzione parziale degli alveoli polmonari;
  • Fibrosi polmonare: è una malattia che colpisce gli uomini in età adulta e si manifesta con affanno che, aggravandosi nel tempo, può portare a insufficienza respiratoria;
  • Insufficienza respiratoria: avviene quando il polmone non è più in grado di fornire un adeguato livello di ossigeno e di anidride carbonica nel sangue;
  • Sindrome da apnee ostruttive del sonno: si tratta di pause di respirazione durante il sonno e di sonnolenza diurna.

Sintomi malattie respiratorie

I sintomi più frequenti delle malattie respiratorie sono:

  • Tosse persistente
  • Dispnea
  • Oppressione al torace
  • Difficoltà a respirare
  • Frequenti dolori articolari
  • Respiro sibilante
  • Produzione eccessiva di muco
  • Debolezza
  • Febbre

Come prevenire le malattie respiratorie

Sebbene attualmente non sia possibile prevenire totalmente le malattie respiratorie è possibile dare alcuni consigli per prevenirle:

  • evitare il più possibile il fumo di sigaretta;
  • lavarsi frequentemente le mani con acqua calda e sapone per evitare infezioni virali;
  • non portare spesso le mani al viso per il motivo sopra indicato;
  • mantieni il naso deterso lavandolo frequentemente con soluzioni fisiologiche.

Il nostro consiglio, in caso di disturbi, è di rivolgersi sempre ad uno pneumologo, specializzato nella cura e diagnosi delle patologie che colpiscono l’apparato respiratorio.

Donna che si tocca la pancia

Come combattere le nausee in gravidanza

La nausea è una fastidiosa condizione che si presenta, per tre donne su quattro, nei primi tre mesi di gravidanza. Seppur non rappresenti un pericolo per il bambino, la nausea può rappresentare un disturbo limitante per le giovani mamme, soprattutto se evolve nel vomito.

Generalmente si soffre di questo disturbo nelle prime ore del mattino, ma può capitare di soffrirne anche nel resto della giornata. Questo perché le situazioni non si presentano tutte uguali ma cambiano da persona a persona. Infatti, anche se la maggioranza delle donne in gravidanza soffre di nausee ci sono anche quelle che non ne hanno affatto per tutto il periodo della gestazione.

Se anche tu sei una giovane mamma alle prese con nausea e vomito continua a leggere l’articolo perché ti daremo qualche consiglio per contrastarli.

Cosa le scatena?

Molto spesso le donne ci si domandano il perché di quelle nausee, se c’è un qualcosa che le scatena. In realtà non sono ancora chiare le cause che scatenano questo malessere, ma è probabile che giochino un ruolo fondamentale gli ormoni. Nausea e vomito, infatti, potrebbero essere dovuti all’improvviso innalzamento dei livelli di progesterone e Beta HCG.

Rimedi per combattere le nausee

Come già detto in precedenza non tutte le donne rispondono allo stesso modo all’inizio della gravidanza e non tutte presentano nausee nei primi tre mesi, questo perché la situazione varia da donna a donna. Anche nel caso dei rimedi contro le nausee che riportiamo di seguito vale lo stesso discorso.

Ogni donna, ogni corpo o situazione è a sé e non è detto che i rimedi suggeriti vadano bene per tutti. Per tali motivi consigliamo sempre un attento colloquio con il proprio ginecologo di fiducia che saprà consigliare la giusta soluzione caso per caso.

Ecco, però, alcuni consigli pratici da seguire per cercare di calmare le nausee in gravidanza:

  1. Mangia poco e spesso: è preferibile fare tre pasti completi (colazione, pranzo e cena) e due spuntini (uno a metà mattina e uno a metà pomeriggio). Se questo non è sufficiente puoi frammentare ancor di più i pasti e sgranocchiare qualcosa durante l’arco di tutta la giornata come banane, mandorle o semi di zucca per evitare che si svuoti lo stomaco ed inizino le nausee;
  2. Preferisci alimenti leggeri e freschi: sarebbe più adatto puntare sull’assunzione di carboidrati piuttosto che su cibi ad alto contenuto di zuccheri. Mangiare una fetta biscottata o un pezzo di pane è preferibile agli alimenti grassi, speziati o piccanti che potrebbero favorire la sensazione di nausea;
  3. Bevi tanta acqua: sarebbe bene fare piccoli sorsi di acqua durante tutta la giornata, che sia naturale o frizzante non importa! Ciò che conta è che si eviti di bere troppo in contemporanea all’assunzione di cibi solidi;
  4. Non sdraiarti subito dopo aver mangiato: è sconsigliato andare a stendersi subito dopo aver terminato un pasto. Il tempo da trascorrere in posizione seduta dalla fine del pasto, prima di andare a sdraiarsi, è di un’ora e mezza;
  5. Fai una passeggiata: soprattutto dopo i pasti potrebbe essere una buona regola camminare per agevolare la digestione e prendere una boccata di aria fresca.

Cosa mangiare e cosa no in caso di nausea

Abbiamo in precedenza accennato alla tipologia di cibo che andrebbe assunto durante la gravidanza per evitare l’insorgere delle nausee. Andiamo ora un po’ più nello specifico fornendo una lista di alimenti da prediligere e una lista di quelli da evitare.

Cibi da prediligere:

  • Pane magro, gallette, cracker non salati e tutti gli altri cibi secchi;
  • Riso e pasta;
  • Patate, carote, fagiolini e legumi decorticati;
  • Banane.

Per quanto riguarda la metodologia di cottura sarebbe opportuno praticare la lessatura, la cottura a vapore, in vaso cottura o in padella a fiamma moderata.

Cibi da evitare:

  • Bevande contenenti caffeina e bevande nervine che possono irritare le pareti dello stomaco come caffè, thè ed energy drink;
  • Cibi ad alto contenuto di grassi come fritti, sughi già pronti, cibi da fast food e simili;
  • Minestroni e brodi che potrebbero aumentare l’acidità di stomaco;
  • Spezie come curry e peperoncino;
  • Gomme da masticare.
donna rivolta verso il muro

Cadono i capelli? Cause e rimedi naturali contro la caduta

Hai notato che i capelli che restano attaccati alla spazzola sono molti di più rispetto al solito? Esistono numerosi trattamenti e rimedi naturali contro la caduta dei capelli, ma per avere i risultati sperati devi innanzitutto capire la causa del problema. Per esempio stress, alimentazione scorretta o cambi di stagione, sono solo alcuni dei fattori che provocano la caduta dei capelli.

 Solo dopo aver individuato il problema puoi provare i rimedi naturali che ti proponiamo perché come in tutte le cose, c’è sempre una causa che scatena un problema. 

Caduta di capelli: cause

La caduta dei capelli può essere associata da diverse cause:

  • Stress: il cuoio capelluto tende ad indebolirsi soprattutto nel periodo in cui siamo molto stressati;
  • Cambio di stagione: durante i cambi di stagione, soprattutto in inverno e in autunno, si verifica un aumento della perdita di capelli. In tal caso il fenomeno, per considerarsi tale deve avere una durata massima di 6 settimane;
  • Cuoio capelluto grasso: anche l’eccesso di sebo prolungato può causare la perdita e la debolezza dei capelli:
  • Predisposizione genetica: la caduta di capelli può anche essere dovuta da una predisposizione genetica che colpisce sia uomini che donne;
  • Alimentazione scorretta: una carenza grave di vitamina B può comportare la perdita di capelli e in casi gravi anche la calvizia;
  • Uso di prodotti aggressivi: potrebbero indebolire il cuoio capelluto e portare alla perdita dei capelli;
  • Eccessiva esposizione al sole: durante un’esposizione prolungata ai raggi del sole, i capelli se non coperti con cappelli o foulard si indeboliscono.

Rimedi naturali contro la caduta di capelli

  • Uovo: sicuramente il primo rimedio naturale per la perdita di capelli è una maschera a base di uovo In una ciotola mescola un cucchiaio di olio di oliva e un uovo. Prima di posare la maschera, bisogna lavare i capelli con lo shampoo e successivamente lasciare riposare l’impacco per almeno quindici minuti. Infine, risciacqua il tutto e lava con shampoo e balsamo;
  • Aloe vera: un ottimo rimedio casalingo per il trattamento della perdita dei capelli è l’aloe vera. In tal caso si può optare per una maschera o acquistare un qualsiasi shampoo a base di aloe vera;
  • Cipolla: nonostante l’odore, le cipolle contrastano la perdita di capelli. Per preparare il succo di cipolle prendi una cipolla, tagliala e inserisci il tutto nella centrifuga. Applica il succo e lascialo agire per almeno 15 minuti. Infine, risciacqua con lo shampoo;
  • Succo di patate: se i tuoi capelli sono secchi e fragili, puoi preparare un succo a base di patata. Prima dello shampoo applicalo sul cuoio capelluto e i tuoi capelli si rinforzeranno;
  • Alimentazione: i capelli possono ritornare in salute assumendo determinati cibi. Gli alimenti consigliati che mantengono i capelli forti sono: latte, carne, formaggio, frutta e fagioli.
cestino con la frutta

Cibi salutari: quali sono quelli che ti fanno stare bene

La salute dell’organismo dipende da molti fattori e sicuramente anche da ciò che mangiamo. Esagerare con il cibo assumendo tanti zuccheri, ad esempio, può portare allo scatenarsi di diverse patologie. Quindi, mangiare sano è il primo passo per avere l’energia indispensabile al buon funzionamento dell’organismo.

Se vuoi mangiare sano, oltre a prediligere cibi salutari dovresti porre attenzione a come combini gli ingredienti, evitare fritti, sale, condimenti e prediligere pasti al vapore.

In questo articolo ti indicheremo quali sono i cibi utili per ritrovare il tuo benessere.

Tutti i cibi considerati sani

Ecco la lista dei cibi sani:

  • Carne, uova e pesce: si considerano salutari tutti i cibi freschi di questo gruppo. Sono quindi da evitare il pesce in scatola e salumi. Quelli considerati più salutari per il nostro organismo sono: salmone, tonno, sardine, trota e sgombro;
  • Latte e derivati: meglio usare quelli sottoposti a scrematura;
  • Cereali e derivati: meglio preferire quelli integrali in quanto si tratta di alimenti calorici;
  • Legumi: si intendono i fagioli, le lenticchie, i piselli e molti altri. Tra questi legumi quelli considerati più sani sono i fagioli rossi e le lenticchie;
  • Grassi e condimenti: sono da preferire quelli di origine vegetale come gli oli e i semi oleosi;
  • Ortaggi e frutta: spinaci, pomodori, broccoli, cavoli, cavolfiori e zucca. Per quanto riguarda la frutta invece sono da prediligere i mirtilli in quanto ricchi di antiossidanti utili a contrastare i radicali liberi.

Cibi salutari utilizzati nelle diete

Tra i cibi salutari che possono aiutarci a dimagrire troviamo:

  • Asparagi: sono molto ricchi di fibre e contengono poche calorie. Molti li considerano cibi anticellulite in quanto sono altamente sgonfianti;
  • Il sedano: grazie alla capacità di ridurre la fame e alla presenza di poche calorie, il sedano è uno degli alimenti più apprezzati nelle diete;
  • Cetrioli: contenendo l’acido tartarico fa si che i carboidrati ingeriti non si trasformino in grassi. Sono perfetti per la dieta perché aiutano a prevenire la ritenzione idrica e i gonfiori;
  • Peperoncino piccante: può avere degli effetti benefici sull’organismo e aiuta a bruciare le calorie in quanto crea calore;
  • Zenzero: la pianta di zenzero favorisce la perdita di peso in quanto attiva il metabolismo, facilita la digestione e attenua il senso di fame;
  • Tè verde: una tisana al tè verde consente di depurare l’organismo e aiuta a dimagrire in quanto accelera il metabolismo;
  • Cioccolato fondente: non fa ingrassare anzi contiene epicatechina un antiossidante che brucia i grassi.

Anche se questi cibi sono salutari e non fanno ingrassare è consigliato non abusare con le dosi. Nel caso in cui volessi intraprendere una dieta sana ed equilibrata è sempre consigliato rivolgersi ad un professionista.

prodotti di erboristeria su un tavolo

Erboristeria: cos’ è e cosa vende l’erborista

L’erboristeria è la scienza che si occupa delle piante officinali, medicinali, piante aromatiche, piante aliturgiche e cosmetiche, della loro coltivazione, riconoscimento, raccolta, produzione conservazione, elaborazione e commercio a scopi terapeutici (fitoterapia), cosmetici o nutritivi (integratori e nutraceutici). Con il medesimo termine si fa riferimento anche ai negozi in cui si vendono prodotti a base di erbe che non hanno un uso medicinale-terapeutico.

Le origini dell’erboristeria

Le origini dell’erboristeria sono molto antiche. I primi resti di piante medicinali furono trovati oltre 60.000 anni fa in un sarcofago in Iraq. Le scienze erboristiche possono essere distinte in tre differenti tradizioni:

  • La tradizione popolare del mondo occidentale;
  • L’antichissima tradizione ayurvedica indiana;
  • La medicina tradizionale cinese.

Queste tecniche erboristiche si sono tramandate nel tempo e di generazioni in generazioni. In antichità era compito delle donne andare alla ricerca di radici, bacche, piante fresche ed essiccate. Da queste erbe venivano poi estratte sostanze con procedimenti di infusione in vino o grappa. Queste usanze sono tutt’oggi utilizzate soprattutto dalle vecchie generazioni per creare preparati ad uso curativo e preventivo pur non avvalendosi di alcun criterio o studio scientifico. Nel corso del tempo anche l’erboristeria si è modernizzata passando dalla raccolta di erbe selvatiche a vere e proprie coltivazioni agricole specializzate in erbe e medicinali. Negli anni 80 in Inghilterra sono nati i primi negozi dedicati alla vendita di queste erbe curative per poi diffondersi in tutto il mondo.

Discipline erboristiche

Proprio grazie alla sua storia lunga e antica l’erboristeria si divide in più discipline:

  • Fitioterapia consiste nell’uso di piante, fiori, estratti di piante per la cura di malattie o per il mantenimento del benessere psicofisico. Questi prodotti devono essere prescritti da un medico fitoterapeuta;
  • Fiori di Bach o floriterapia si tratta di rimedi naturali basati su sostanze energetiche estratte da fiori selvatici che vengono raccolti nelle prime ore del mattino, lasciati in immersioni in acqua di fonte e poi fatti bollire;
  • Gemmoterapia è una pratica terapeutica alternativa basata sull’utilizzo di estratti ricavati a partire dai tessuti embrionali delle piante. Molti sostenitori di questa terapia ritengono che tali sostanze abbiano enormi benefici sull’organismo;
  • Aromaterapia è considerato un ramo della fitioterapia che usa gli oli essenziali ( sostanze odoranti delle piante). Gli oli essenziali hanno effetti battericidi, balsamici, antispasmodici e lenitivi, aiutano a purificare le vie respiratorie e rafforzano il sistema immunitario;
  • Omeopatia è una medicina naturale che utilizza sostanze provenienti dai tre regni della natura: animale, vegetale e minerale. Alcuni prodotti sono venduti in farmacia e quindi esclusi dall’uso erboristico.

Cosa si vende in erboristeria?

Nelle erboristerie è possibile trovare qualsiasi prodotto a base di erbe e piante, ma anche le piante stesse. Il fattore fondamentale è che non siano ad uso medicinale poiché in quel caso possono essere vendute solo dalle farmacie per cui i passaggi di coltivazione, preparazione e confezionamento devono essere supervisionate da un erborista laureato.

In erboristeria possiamo trovare:

  • Fermenti lattici: servono a rafforzare la flora batterica. A differenza di quelli che troviamo in farmacia sono vegetali e quindi senza lattosio e OGM;
  • Spray e pasticche per la gola a base di propoli ed estratti vegetali per favorire un’azione antiossidante, emolliente e lenitiva;
  • Integratori naso e gola a base di bava di lumaca allevata con un metodo cruelty free che serve a contrastare i malesseri invernali. Contiene vitamina C e timo che aiutano a rafforzare le difese immunitarie;
  • Pastiglie balsamiche agli agrumi, composte da acacia, estratti vegetali di malva e altea associata ad oli essenziali di limoni e mandarino;
  • Lassativi con effetto drastico o delicato, adatti per chi soffre di colon irritabile in quanto, essendo composti da elementi naturali possono essere assunti anche per periodi lunghi.

Chi è l’erborista

Associamo l’erborista a colui che ci vende prodotti a base di erbe e che lavora in un’erboristeria ma non sempre è così. Negli ultimi anni i prodotti erboristici stanno spopolando e proprio per questo dobbiamo stare attenti e affidarci a persone davvero competenti. L’erborista è colui che si occupa della raccolta, della lavorazione e del riconoscimento delle erbe officinali e si occupa di trasformarli in prodotti erboristici, cosmetici, alimentari vendibili, appunto, nelle erboristerie. Per esercitare tale professione è necessaria una laurea triennale in Tecniche Erboristiche o lauree affini. L’erborista inoltre deve avere competenze tecnico-scientifiche e tecnico-pratiche che vanno oltre alla semplice composizione delle piante. L’erborista deve essere un operatore preparato e saper consigliare prodotti finalizzati al benessere psicofisico del cliente. I suoi consigli, però, non devono essere visti come la soluzione ad una malattia. Se si ha un problema di salute è sempre consigliato rivolgersi al proprio medico di fiducia.

donna che sbadiglia a letto

Consigli su come dormire durante la gravidanza

La gravidanza è un momento tanto atteso per ogni neomamma, un momento in cui tutte le emozioni e le sensazioni sono amplificate. Ma è anche il periodo durante il quale lo stress e la stanchezza sono all’ordine del giorno. Il pancione con lo scorrere delle settimane cresce a dismisura e riuscire a dormire bene risulta quasi impossibile.

Soprattutto negli ultimi mesi, i mal di schiena sono sempre più lancinanti e trovare una posizione comoda per dormire sembra essere un miraggio.

Posizioni per dormire in gravidanza

Nei primi mesi, se non si hanno nausee e problemi gastrici, è possibile dormire in qualsiasi posizione.  Nel caso in cui siano frequenti le nausee o bruciori di stomaco, invece, la posizione migliore è quella sul fianco sinistro perché favorirà lo svuotamento gastrico.

Nel secondo trimestre, la pancia inizia ad essere più presente e le difficoltà aumentano. Si consiglia di assumere la posizione supina con un cuscino dietro la schiena per alleviare i dolori e uno sotto i piedi per migliorare la circolazione. Rimane sempre molto valida anche la posizione sul fianco.

Nell’ultimo trimestre si è quasi al traguardo la pancia cresce sempre di più e i dolori con essa. La posizione del bambino cambia frequentemente e ciò influisce sui dolori. In questo caso si consiglia sempre di dormire su un fianco preferibilmente quello sinistro per non affaticare il fegato.

Cuscini per la gravidanza

Un ottimo alleato per riuscire a riposare potrebbe essere il cuscino per la gravidanza. Grazie al suo design si adatta alle forme del corpo della mamma permettendole di trovare una posizione comoda e naturale.

Il cuscino base, è chiamato mini e permette di sostenere pancia e schiena; le sue dimensioni molto contenute gli permettono anche di essere trasportato facilmente.

Il modello total body, invece, permette di sostenere tutto il corpo. In questo modo la mamma non cambierà posizione durante la notte. È un accessorio molto utile anche durante il periodo di allattamento del bambino.

Consigli per agevolare il sonno in gravidanza

Il sovraccarico di ormoni, il continuo stimolo di urinare e il nervosismo accentuato nel periodo pre-maternità, rendono le giornate di una giovane mamma insostenibili. La ricerca della posizione perfetta per dormire potrebbe non bastare. Bisogna dunque introdurre delle nuove sane abitudini per facilitare il riposo notturno.

In gravidanza è fondamentale bere molta acqua che avrà benefici sia sulla futura mamma che sul feto. Idratarsi è importante ma alcune volte può risultare fastidioso, in modo particolare nelle ultime settimane quando il bambino cresce e tende a premere sulla vescica. Per questo motivo è consigliato assumere acqua in abbondanza nelle ore diurne e limitarla la sera, in modo tale si eviterà di alzarsi frequentemente.

Un altro piccolo consiglio per cercare di dormire in modo graduale è limitare il consumo di caffeina. Consumare tè o caffè in gravidanza è possibile, bisogna solo far attenzione alle dosi. La caffeina nelle donne in gravidanza rimane più a lungo in circolo quindi si consiglia di assumerla fino ad ora di pranzo.

Per riposare al meglio è indispensabile modificare le proprie abitudini alimentari, in particolar modo a cena. Prediligere cibi leggeri come pesce, carne bianca, verdure, eliminare cibi piccanti o troppo acidi come i pomodori. Anche fare un piccolo spuntino prima di dormire può essere molto utile. Questo rallenterebbe lo svuotamento dello stomaco e diminuirebbe la nausea mattutina.

dieta vegetariana

Pro e contro della dieta vegetariana

Per vegetarianismo si intende un regime alimentare, che prescrive o raccomanda un’abituale, assoluta astensione dagli alimenti di origine animale.

Una dieta vegetariana si basa principalmente su alimenti di origine vegetale. Questi alimenti dovrebbero inoltre essere consumati in modo variato e meglio se in forma integrale.

I principali alimenti di una dieta vegetariana sono:

  • Cereali come riso, orzo, farro e grano;
  • Legumi come soia, piselli, fagioli, lenticchie e fave;
  • Verdura come insalata, broccoli, carote, melanzane e peperoni;
  • Frutta come mele, pere, banane, kiwi, pesche e meloni;
  • frutta secca come pistacchi, noci, nocciole, arachidi e mandorle;
  • alghe come l’alga allaria, dulse, kelp, nori e wakame.

La dieta vegetariana prevede l’esclusione di tutti i tipi di carne e pesce: suini, bovini, ovini, pollame, selvaggina, pesci, molluschi, crostacei.

A differenza dei vegani i vegetariani ammettono il consumo di latte, formaggi, uova e ovviamente vegetali.

Vantaggi e svantaggi di una dieta vegetariana

La dieta vegetariana così come accade anche con altre diete ha i suoi pro e i suoi contro.

Tra i vantaggi di seguire un regime alimentare vegetariano c’è il fatto che si tratta di una dieta equilibrata. Chi la segue, raramente va incontro a carenze nutrizionali.

Ovviamente il dover rinunciare ai benefici del pesce è un vero peccato visto le proprietà e i benefici che apporta sia nell’ambito della prevenzione dei tumori sia in quello cardiovascolare.

Tra gli svantaggi troviamo il rischio di eccedere nell’apporto di grassi animali, con possibili danni all’apparato cardiovascolare, obesità e diabete.

Perché si diventa vegetariani?

Esistono diverse motivazioni per cui si decide di seguire la filosofia vegetariana.

Dietro questa scelta ci può essere una motivazione etica visto che la maggior parte dei vegetariani afferma di aver rinunciato alla carne perché ritiene che non sia etico uccidere gli animali per cibarsene.

Potrebbe trattarsi di una motivazione di tipo salutistica, infatti, sono molte le persone che decidono di seguire una dieta vegetariana nella convinzione che si tratti del modo più sano di mangiare.

Infine, ma non meno importante, si potrebbe trattare di una motivazione ambientalista.

Produrre carne ha infatti un impatto ambientale importante, sia in termine di emissione di gas serra sia in termini di consumo di cereali. Per nutrire gli animali, infatti, si utilizza, secondo la FAO, il 35%dell’intera produzione mondiale di cereali.

Pancione gravidanza

Sintomi della gravidanza

Sapere di essere in dolce attesa è probabilmente una delle notizie più belle che può arrivare nella vita di una donna. L’inizio di una gravidanza comporta una serie di cambiamenti nel corpo che non tutte riescono a capire fin dal primo giorno dal concepimento. Questo accade perché, soprattutto nella prima settimana, i sintomi possono manifestarsi in modo lieve o non presentarsi affatto.

I cambiamenti iniziano subito dopo il concepimento. Infatti, nel periodo immediatamente successivo, ogni 48 ore, aumentano i livelli di hCG, ossia dell’ormone che ha la funzione di stimolare l’utero a produrre progesterone, altro ormone che svolge un ruolo centrale nella gravidanza.

Il corpo di ogni donna reagisce in modo differente ma proviamo a descrivere in questo articolo tutti i possibili sintomi dell’inizio di una gravidanza.

Sintomi nei primi giorni della gravidanza

Abbiamo parlato in precedenza del progesterone, ormone che prepara l’utero ad accogliere e proteggere l’embrione nella pancia della mamma.

L’aumentare dei livelli di questo scatena i sintomi nei primi giorni di concepimento. Tra quelli più comuni troviamo mal di testa e sbalzi d’umore. Va specificato che i livelli di progesterone aumentano, anche se in modo meno significativo, anche nel periodo premestruale ed è, quindi, facile associare tali sintomi all’arrivo delle mestruazioni e non all’inizio di una gravidanza.

Gli sbalzi ormonali provocano anche altri “fastidi” come l’alterazione del gusto, una maggiore sensibilità agli odori, acidità di stomaco, difficoltà a digerire e improvvisi attacchi di fame. Inoltre, visto che nei primi giorni di gravidanza l’ovulo fecondato va ad impiantarsi nell’utero, è comune avere crampi e dolori al basso ventre. Se i dolori sono particolarmente intensi e persistono per diversi giorni, però, è indicato consultare il proprio ginecologo.

Sintomi nei primi mesi della gravidanza

Passati i primi giorni il corpo di una donna continua a cambiare e a lanciare dei segnali per farle capire che il concepimento è avvenuto. Il sintomo più comune in questo caso è l’assenza delle mestruazioni. Conoscere il proprio ritmo mestruale è utile per sapere con sicurezza quando effettuare il test di gravidanza per non avere un falso negativo. Il test acquistato in farmacia, infatti, ha validità se fatto dal quarto giorno di ritardo. Molto spesso si può avere un ritardo anche se non si è in attesa, per questo bisogna stare attente a non confondersi.

Allo stesso modo, bisogna prestare attenzione alle false mestruazioni. Infatti, nei primi 10 giorni di concepimento si potrebbero avere delle perdite ematiche non riconducibili al ciclo mestruale ma alla rottura dei vasi sanguigni dell’endometrio dovuta all’annidamento dell’ovulo fecondato nell’utero.

Altri sintomi sono, ad esempio, l’aumento del volume del seno dovuto alla preparazione della ghiandola mammaria alla produzione di latte, le ben note nausee mattutine, la sensazione di stanchezza e sonnolenza perenne ed il bisogno di fare pipì più spesso del solito.

Un altro sintomo molto comune che si manifesta generalmente nel secondo trimestre di gravidanza è il mal di schiena. A causare il dolore, oltre all’aumento di peso e alla crescita del pancione, è l’utero che ingrandendosi preme sul nervo sciatico causandone l’infiammazione.

Ma quante volte abbiamo sentito dire ad una donna incinta “sei radiosa”? La gravidanza non provoca solo dolori e fastidi anzi, aiuta le mamme ad essere più belle. Gli estrogeni, ormoni prodotti in quantità maggiore durante il periodo di gestazione, infatti, arricchiscono la pelle di collagene e la nutrono profondamente dall’interno regalando un aspetto fresco e più elastico; accendono lo sguardo e rendono anche più luminosi i capelli.

epatite c cos'è e come si contrae

Cos’è l’epatite C?

L’epatite C è una malattia infettiva causata da un virus a RNA, che aggredisce le cellule del fegato danneggiandole.

Il virus dell’epatite C (detto anche HCV) viene trasmesso principalmente mediante contatto diretto con sangue infetto (ad esempio, tramite lo scambio di siringhe tra tossicodipendenti o, come succedeva in passato, con le trasfusioni).

L’epatite C rappresenta una delle principali cause di trapianto e dello sviluppo di malattie croniche del fegato come, ad esempio, l’epatite cronica, la cirrosi epatica e il cancro del fegato.

Continua a leggere il post se vuoi scoprire cos’è e come si contrae l’epatite c.

Come si contrae l’epatite C?

Come detto l’epatite C è una malattia infettiva del fegato causata dal virus dell’epatite C (HCV). Rispetto all’epatite A e all’epatite B presenta un elevato tasso di cronicizzazione.

La maggior parte delle persone affette da epatite C non riscontrano alcun sintomo.
Quest’infezione epatica si contrae prevalentemente attraverso il contatto diretto con sangue infetto.
Le più comuni modalità di trasmissione sono:

  • Scambio di siringhe infette;
  • Trasfusioni di sangue o trapianti d’organo avvenuti prima del 1992;
  • Via parenterale (da madre infetta a figlio nel corso della gravidanza);
  • Rapporti sessuali non protetti;
  • Tatuaggi o piercing.
donna incinta con scarpette su di un muretto

Alimentazione in gravidanza: cosa mangiare e cibi da evitare

Gli alimenti forniscono l’energia indispensabile per l’accrescimento degli individui. I fabbisogni nutrizionali di un individuo variano a seconda della sua massa corporea e dall’età. Anche la gravidanza è una condizione che influenza il fabbisogno nutrizionale della donna. Quando le donne aspettano un bambino devono rinunciare ad alcuni alimenti per non nuocere la salute del nascituro.

C’è bisogno di un assumere un’alimentazione corretta ed equilibrata per garantire alla mamma l’energia necessaria per la crescita del feto. Una dieta sana, quindi, rappresenta un fattore importantissimo da non sottovalutare.
In questo articolo ti diremo quali sono gli alimenti consigliati e quelli da evitare durante una gravidanza.

Cibi consigliati in gravidanza

In gravidanza è bene ricorrere ad un’alimentazione corretta. Ecco una lista dei cibi consigliati:

  • Carne: va consumata cotta onde evitare infezioni per il bambino;
  • Pesce e uova: entrambi contengono vitamina B12 fondamentale per lo sviluppo del bambino. Il pesce, ad esempio salmone e tonno, è un alimento ricco di grassi omega 3;
  • Verdure a foglie verde e legumi: questi alimenti contengono l’acido folico necessario allo sviluppo del sistema nervoso;
  • Prodotti integrali: in gravidanza è consigliato consumare anche i prodotti integrali. I cereali, infatti, contengono fibre necessarie per eliminare le scorie e ridurre l’assorbimento di zuccheri nel sangue;
  • Frutta: sicuramente la frutta è un altro alimento consigliato da assumere in gravidanza. Si consiglia di mangiare: mele, pere, arance e pesche.
  • Cavoli di Bruxelles, broccoli, bacche e agrumi: si tratta di alimenti ricchi di ferro. Il ferro è importante per la produzione del sangue.

Inoltre, in gravidanza bisogna bere almeno 1,5 litri di acqua al giorno e gli infusi possibilmente senza zucchero.

Cibi da evitare in gravidanza

Per tutelare la salute del bambino in gravidanza è importante limitare l’assunzione di alcuni alimenti:

  • Dolci: in gravidanza è bene evitare di consumare dolci. Chi non riesce a farne a meno, non deve eccedere. Il motivo più ovvio è che può portare all’insorgenza del diabete gestionale;
  • Alcolici: in gravidanza gli alcolici sono assolutamente da evitare;
  • Salumi: meglio evitare di assumere insaccati come: prosciutto crudo, salame, bresaola e capocollo. Gli insaccati crudi come quelli citati hanno dei processi di lavorazione che non prevedono l’utilizzo di alte temperature. Questi alimenti possono causare toxoplasmosi che può essere pericolosa per la salute del bambino. La mortadella ed il cotto invece si possono mangiare;
  • Crostacei e molluschi: da evitare il più possibile durante la gravidanza sono anche i crostacei ed i molluschi in quanto possono portare a malattie infettive.